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Nel cuore dell’officina creativa
dove si disegna la luce

Azienda

A chi è curioso,
a chi non si accontenta,
a chi crede nella bellezza,
a chi ha scelto di portare la sua casa
ovunque l’istinto gli suggerisca,
a chi si innamora ogni giorno,

 

Slamp dedica lampade decorative di design, catturando gli stimoli più attuali, attingendo al mondo naturale, ai virtuosismi architettonici e sartoriali, alle tendenze artistiche. E li trasforma in oggetti luminosi, suggestivi e versatili, grazie all’impiego di materiali di nuova generazione e a una speciale abilità manuale nell’assemblare elementi che si compongono dando vita a un lussureggiante panorama figurativo.

Dal 1994 a oggi: le collaborazioni, i riconoscimenti e i momenti più significativi della storia del brand.

2017
La collaborazione con Montblanc
In collaborazione con Montblanc nasce Overlay, la perfetta lampada da scrittura
Dalla comune visione che la bellezza di un oggetto, e il suo saper tacitamente generare un’atmosfera senza essere invadente, siano in grado di favorire l’ispirazione e stimolare la creatività, Slamp e Montblanc suggellano la loro prima unione. Nasce Overlay, la “perfetta lampada da scrittura”, firmata dal duo italiano Analogia Project: una lampada da scrivania progettata per combinarsi all’iconica stilografica Montblanc Meisterstück Le Grand. La collezione viene presentata in anteprima mondiale nella boutique del marchio del lusso di via Monte Napoleone a Milano durante il Fuori Salone e, contestualmente, nello spazio espositivo di Slamp a Euroluce.
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2017
Light of Other Worlds
Light of Other Worlds e The Experience of light: dalla performance alla tavola rotonda
La liaison artistica e intellettuale che dal 2016 unisce Slamp e Robert Wilson confluisce, in occasione di Euroluce - la biennale dell’illuminazione interna al Salone del Mobile di Milano - nell’affidamento a Wilson del progetto di allestimento dello spazio espositivo. La manifestazione dal taglio commerciale si trasforma, con la visione teatrale di Wilson, in una performance d’arte totale dal titolo “Light of Other Worlds”, dove design, musica e prospettive architettoniche convengono l’una nelle altre per offrire allo spettatore uno spazio avvolgente e discreto, luminoso e intimo. All’interno dello spazio espositivo - dove si presenta per la prima volta, tra le altre, anche Cordoba - la collezione firmata da Daniel Libeskind - viene organizzata una tavola rotonda dal titolo “The Experience of Light in Art, Design and Architecture” in cui Wilson stesso, insieme a tutti i designer protagonisti del nuovo lancio di prodotti, è chiamato a intervenire sul ruolo e sul significato della luce nell’arte, nel design e nell’architettura. A moderare l’incontro Tony Chambers, direttore del magazine inglese Wallpaper, che definisce la tavola rotonda come “la più straordinaria e con il parterre più elevato che abbiamo mai moderato in tutta la carriera”.
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2017
Il ritorno dello Slamp Tube
Il ritorno dello Slamp Tube: l’ode di Studio Job al masterpiece degli anni ’90
A distanza di quasi un quarto di secolo dalla nascita dello Slamp Tube, la lampada delle origini entrata a pieno diritto nell’iconografia del design degli anni ’90, il duo di artisti Job Smeets e Nynke Tynagel - Studio Job - viene scelto per scrivere un nuovo capitolo nella storia del masterpiece di Slamp. Con una grammatica iconografica di derivazione dadaista, Studio Job disegna una collezione di 7 decori che narrano la poeticità, l’aura, la storia e l’audacia decorativa dell’icona del brand. La collezione “The Lightning Archives of Studio Job” viene lanciata durante il Salone del Mobile di Milano nello spazio di Slamp a Euroluce e nella galleria della influencer internazionale Rossana Orlandi.
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2016
Le Olimpiadi di Rio
Le Olimpiadi di Rio: Slamp rappresenta il made in Italy in terra carioca
Nel percorso di internazionalizzazione del design di Slamp si inserisce perfettamente la partecipazione del brand a Casa Italia, la location mozzafiato che, durante le Olimpiadi di Rio de Janeiro alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e degli organismi istituzionali italiani, è deputata a ospitare le interviste degli Azzurri e tutti gli eventi di rappresentanza correlati. Chantal, La Lollo e Mille Bolle, firmate rispettivamente da Doriana e Massimiliano Fuksas, Lorenza Bozzoli e Adriano Rachele, sono le collezioni che, in equilibrio tra virtuosismi architettonici e sartoriali, nuove tendenze artistiche e materiali di ultima generazione, vengono scelte dai curatori per rappresentare l’handmade italiano in terra carioca.
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2016
Philadelphia Museum of Art
Le lampade Flora nella collezione permanente del Philadelphia Museum of Art
In occasione dell’esclusiva mostra “Design Currents”, il Philadelphia Museum of Art celebra la figura e l’opera del designer brasiliano Zanini De Zanine - eletto nel 2015 Designer dell’Anno da Maison et Objet Americas. La collezione Flora, da lui firmata per Slamp nel 2013, viene inserita nel percorso espositivo per sottolineare l’abilità di De Zanine nell’utilizzare tecniche artigianali e industriali per creare oggetti funzionali e profondamente espressivi. Oggi la lampada - nelle versioni a sospensione e da terra – fa parte della collezione permanente del Museo.
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2016
Robert Wilson
Dall’architettura al Teatro: la collaborazione con il drammaturgo Robert Wilson
Oltre al design e all’architettura, altro pilastro della filosofia aziendale di Slamp è da sempre l’arte. Tuttavia mai, sin dal 1994, era stato varcato il palcoscenico di un teatro ed esplorato il mondo della drammaturgia; è dall’incontro, quasi mistico, con Robert Wilson - definito dal The New York Times come l’artista teatrale più avanguardista a livello internazionale - che si apre non solo una nuova collaborazione per Slamp, ma un vero e proprio avvincente capitolo nella sua narrazione aziendale. Wilson realizza per Slamp una scultura luminosa - La Traviata - ispirata all’omonima opera di Verdi da lui inscenata a Linz nel 2015. Il processo di lancio de La Traviata - il cui claim è “Without Light There is No Space” - è trattato al pari di un opera teatrale all’interno di una tournée: viaggia tra il Fuori Salone di Milano (al Museo de La Triennale e nel Wallpaper Handmade), tra le cantine del Chianti (inserita nel programma Art of The Treasures Hunt), negli Hamptons per la Summer Auction del The Watermill Center (dove 6 prototipi vengono battuti all’asta da Simon de Pury e il ricavato di 120,000$ devoluto ai giovani talenti del centro per le arti), a Berlino per il 75esimo compleanno di Wilson, al Théâtre de la Ville di Parigi e al Museo dell’Acropoli di Atene.
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2015
La Triennale di Milano
Tra artisti, archistar e musei Slamp conferma la sua trasversalità
A dimostrazione dell’inarrestabile dinamismo che la caratterizza e della capacità di dialogare con un pubblico diversificato, nel 2015 Slamp conferma al grande pubblico la sua autorevolezza. Nel giro di pochi mesi, con il contributo di Jacopo Foggini – artista che ipnotizza con creazioni scenografiche in policarbonato –, si aprono le porte del Teatro dell’Arte della Triennale di Milano. Un maestoso chandelier di 4 metri di diametro, pezzo unico, viene realizzato per inserirsi nel progetto di ristrutturazione dello storico teatro progettato da Giovanni Muzio negli anni ’30 diventandone masterpiece permanente. Negli stessi giorni, sul palcoscenico di Euroluce - biennale dell’illuminazione interna al Salone del Mobile -, si ratifica la capacità dialogativa di Slamp con le grandi archistar: la collezione di Hadid si amplia per finiture e dimensioni, la collaborazione con Doriana e Massimiliano Fuksas si rivela in tutta la sua magnificenza attraverso la creazione di Chantal e Charlotte, architetture luminose la cui trama laboriosa sembra rubata al mondo naturale.
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2014
Culture first!
Dai Katalogos a The Moodboarders Magazine: culture first!
L’eredità culturale lasciata dai Katalogos degli anni ‘90, unitamente alla spasmodica ritualità di Slamp nel professare il motto Culture First!, germina nel desiderio di due ragazzi del Reparto Creativo di dare vita a un nuovo progetto editoriale. Coinvolta Cristina Morozzi – internazionalmente riconosciuta per la sua autorevolezza nella critica di design – Luca Mazza, futuro Direttore Creativo, ed Erika Martino, Relazioni Esterne – danno vita a The Moodboarders Magazine: quindicinale online che scova tendenze e creatività nell’ambito della moda, del design, dell’architettura e dell’arte, un occhio spalancato sul mondo del progetto, in tutte le sue multiformi declinazioni. Un anno dopo, catturata l’attenzione del gruppo editoriale Rizzoli, i contenuti dei primi 24 numeri vengono selezionati per la prima edizione cartacea, un volume di 335 pagine distribuito in tutte le librerie d’Italia.
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2013
Zaha Hadid
Zaha Hadid: le archistar in dialogo con Slamp
Il bisogno di contaminazione, di apertura verso orizzonti più ampi ed eterogenei, il desiderio di spingere i propri limiti oltre i confini del design, porta Slamp ad aprire un dialogo con Zaha Hadid – architetto capofila della corrente decostruttivista, Pritzker Price nel 2004, tra le 100 personalità più influenti al mondo secondo il TIME nel 2010. Si legge nel diario di progetto di Nigel Coates di quel tempo “1st May 2012: I visit Zaha’s office for the first time (when it’s not her birthday party). It has a monastic atmosphere of quiet concentration. Everyone in the room follows her lead. She gives it the thumbs up. Let’s do it!”. In meno di un anno, dal processo di ricerca condotto a 6 mani tra lo studio di Hadid a Londra, il team di Slamp a Roma e l’occhio critico di Coates, nascono le due collezioni Aria e Avia, presentate per la prima volta in occasione del Salone del Mobile 2013 dove, con passo cauto in una delle sue ultime apparizioni in pubblico, Zaha Hadid visita l’esposizione confermando la volontà di proseguire la collaborazione con un’azienda dinamica, fluida e sorprendente come Slamp. Gli chandelier, un segno fondamentale nel processo di ricerca e sviluppo del brand, in quanto prodotti con una nuova tecnica di taglio dell’Opalflex®, nello stesso anno sono espositi al Danish Architecture Center di Copenhagen, alla Tokyo Opera City Art Gallery e al Dongdaemun Design Museum di Seoul.
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2010
Il 1° Red Dot Design Award
L’attenzione ai giovani talenti: Adriano Rachele e il 1° Red Dot Design Award
Nell’àmbito del processo di creazione di un rinnovato posizionamento del brand, molta attenzione è riposta nella formazione di un nuovo e giovane gruppo creativo. I talenti scovati tra le file delle accademie di design e dei corsi universitari vengono intercettati dalla visione di Ziliani (CEO di Slamp) e investiti da una rigorosa formazione tecnica, culturale e relazionale. Tra i nomi spicca quello di Adriano Rachele che nel 2009, a soli 25 anni, firma la collezione Veli, premiata l’anno successivo con il Red Dot Design Awards. Accanto al giovane designer e il CEO di Slamp, a ritirare il premio ad Essen anche Luca Mazza – futuro Direttore Creativo del brand.
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2009
Lo Schema Valoriale
Euroluce: una performance dinamica guidata da un nuovo schema valoriale
Sotto l’Art Direction di Coates e grazie alla visione open-minded di Ziliani, la conclamazione della maturità stilistica di Slamp arriva nel 2009 con la partecipazione a Euroluce (biennale d’illuminazione all’interno del Salone del Mobile di Milano). Il brand si presenta con una veste nuova, un percorso narrativo curato e denso di dettagli, una nuova immagine coordinata, uno schema valoriale ridisegnato, un portafoglio di prodotti innovativi e contemporanei. Ambientate all’interno di una tenda di velluto nero circolare, le collezioni Cactus, Aurora, Crazy Diamond e Goccia sono protagoniste di un saliscendi morbido e sinuoso che suggerisce allo spettatore di accostarsi al sipario e curiosare all’interno.
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2006–2009
L’evoluzione stilistica
L’evoluzione stilistica: dallo Swarovski Crystal Palace all’Art Direction di Nigel Coates
In un prolifico incontro tra Roberto Ziliani – fondatore di Slamp – e Fiona Swarovski – interior designer ed ereditiera della omonima famiglia svizzera – si definisce la partecipazione del brand allo Swarovski Crystal Palace del 2006, l’ambizioso progetto che celebra la ricca tradizione dello chandelier reinterpretandolo attraverso l’uso del cristallo Swarovski. Il progettista incaricato di collaborare con Slamp alla nascita di uno chandelier in metacrilato e cristallo – il famoso e rivoluzionario Gina - è Nigel Coates, architetto e designer britannico, in quel momento Capo del Dipartimento di Architettura del Royal College of Art di Londra. Con Gina, Slamp esplora la tridimensionalità offerta dall’uso inconsueto dei suoi tecnopolimeri, con Slampville – la prima collezione di carattere industriale firmata da Nigel Coates sulla base del nuovo sistema di utilizzo dei materiali – nascono i best-seller Medusa, Ginetta e Fiorella che sanciscono, definitivamente, l’evoluzione stilistica di Slamp nel segmento dell’illuminazione decorativa d’interni.
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2000–2005
La forma totemica
Le contaminazioni tra materiali e l’evoluzione della forma totemica
A seguito dell’affermazione sulla scena internazionale del Tube, Slamp avverte il desiderio di canalizzare la sua energia creativa nella produzione di forme più dinamiche che, fedeli all’idea originale di un design totemico, free-standing, leggero e con un corpo luminoso omogeneo da cielo a terra, possano portare luce in interior più classici o contemporanei senza rinunciare all’anima cool e accessibile dei primi anni. Nascono le collezioni Bach – statuarie ed eleganti – Diamond – in dialogo con geometrie alla Brancusi – e Bali, dal tratto sensuale e femminile. Negli stessi anni, si sperimenta la coesistenza dei tecnopolimeri brevettati con materiali della tradizione manifatturiera italiana, come il cuoio in White Bamboo e il cristallo in Topkapi.
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1997–1998
I Katalogos
I Katalogos: metà cataloghi metà saggi
L’identità del brand Slamp si caratterizza, sin dai primissimi anni, per il desiderio di affiancare il prodotto, in quanto oggetto d’illuminazione, a un progetto culturale di ampio respiro, in cui cinematografia, arte, scenografia e poesia diventano ispirazione e corredo di un design dall’anima anticonvenzionale. Per trasferire questa immagine di sé e della sua produzione di oggetti d’arredo, Slamp si avvale dei Katalogos, i cosiddetti “cataloghi non cataloghi”. L’idea nasce dalla creatività poliedrica di François Zille – antropologo visivo e ingegnere del linguaggio -, Almerico De Angelis – in quegli anni direttore di Modo - e Walter Garro – graphic designer di Studio Alchimia. I tre costruiscono un “magazine” in cui le lampade si inseriscono in una più articolata produzione saggistica dai tratti ironici, in cui l’aforisma diventa la principale forma di veicolazione del messaggio, collettori ad alta densità di idee che uniscono la funzione commerciale a quella esperienziale.
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1996
Alessandro Mendini
Alessandro Mendini e la collezione Atelier
La vicinanza intellettuale all’architetto di fama globale Alessandro Mendini – portavoce del design radicale italiano nel mondo, due volte Compasso D’Oro e direttore delle 3 più affermate testate di architettura in Italia (Modo, Domus e Casabella) - porta Slamp a firmare con lui una nuova collezione di 13 Slamp Tube. Avvalendosi della collaborazione di designer e artisti internazionali quali Aldo Cibic, Anna Gili, Sanchita Ajjampur, Watler Garro e Nanae Umeda, Alessandro Mendini cura la collezione Atelier. Lampade dall’anima pop e cool, coerenti con i trend del postering e del graffitismo anni ’90 di cui lo stesso Mendini, all’epoca Art Director di Swatch, è un attento osservatore.
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1994
"Arte" Collection
Nasce Slamp e il debutto è con la collezione Arte
Per il debutto sulla scena internazionale, Slamp affida a Cristina Cini di Pianzano, Luciano Ghelli e Aldo Marchetti la prima collezione di Slamp Tube, dal nome “Arte”. La vicinanza del brand al mondo dell’arte è una costante che si ritroverà in numerose collaborazioni e produzioni negli anni a venire. I concetti di unicità, contemporaneità e decoratività dello Slamp Tube si affermano istantaneamente, rendendo il brand subito riconoscibile nell’universo del design internazionale.
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1992
Il debutto
L’idea rivoluzionaria di Roberto Ziliani: lo Slamp Tube e l’Opalflex®
Dopo una decennale esperienza come set designer per i brand dell’alta moda italiana e come consulente di comunicazione, Roberto Ziliani sviluppa un prodotto di design accessibile e cool in grado di rivoluzionare il concetto di illuminazione decorativa. “Quando ho fondato SLAMP – racconta Ziliani - il mio obiettivo era quello di creare qualcosa di veramente nuovo nel panorama del design italiano: una realtà in grado di offrire lampade di qualità, capaci di unire in sé la cura quasi artigianale all’eccellenza della produzione industriale”. Per coniugare l’esigenza di innovazione a quella di un oggetto suggestivo, accessibile e versatile, Ziliani progetta lo Slamp Tube, una lampada di forma cilindrica costituita da due lastre di Opalflex® (materiale brevettato altamente flessibile e totalmente infrangibile ottenuto da una miscela di tecnopolimeri e cristalli di vetro), curvate e fissati ai bordi, in grado di prestarsi a qualsiasi intervento di graphic design contemporaneo.
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